Madi Ventura
X

Acqua è vita: 5 consigli per limitare l’inquinamento marino

Le conseguenze dell’inquinamento marino

Sai che gli oceani ricoprono oltre il 70% della superficie terrestre? E che, nelle profondità oceaniche, è ospitato circa l’80% delle specie viventi?
L’acqua marina regola il clima, la produzione di ossigeno e l’assorbimento dell’anidride carbonica.
Che sia dolce o salata, l’acqua è vita! 
Però, il sistema biologico ed ecologico di cui i mari e gli oceani fanno parte integrante è tanto complesso quanto delicato.

I cambiamenti climatici sono un segnale chiaro e forte dello squilibrio in atto.
Nell’ambiente marino, il mutamento si traduce in riscaldamento delle acque, acidificazione e deossigenazione.
Si tratta di fenomeni che mutano irrimediabilmente la composizione chimica e fisica dell’ambiente marino e compromettono la sussistenza di tutte le specie viventi, acquatiche e non.

Cosa possiamo fare, per limitare i danni sull’ecosistema marino?

Ragionare a lungo termine: le scelte di oggi influiscono sul futuro dell’inquinamento marino

Come suggerisce anche la biologa Mariasole Bianco nel suo libro Pianeta Oceano (Rizzoli, 2020), bisogna prendere consapevolezza del fatto che occorre (ri)stabilire una connessione con la Natura, contribuire a ricostituire i suoi equilibri e limitare il contributo personale alle compromissioni già esistenti.

In termini ambientali, ciascuna persona è chiamata a ragionare a lungo termine e a estendere questo approccio alle sfere decisionali e governative.
L’uomo è parte di un sistema complesso che richiede rispetto. Scelte e azioni generano conseguenze che si ripercuotono nel futuro, più o meno immediato.

In concreto, esistono buone pratiche quotidiane, che possiamo mettere in pratica tutti, per limitare il degrado dell’ambiente marino?

5 buone pratiche quotidiane contro il degrado e l’inquinamento del mare

A proposito di mari e oceani, esistono piccoli gesti che ognuno, bambino o adulto, può mettere in pratica, per evitare o ridurre l’inquinamento delle acque marine e il loro degrado.

Ti suggeriamo 5 buone pratiche per aiutare l’ecosistema marino (e non solo!), a sforzo zero. 

1. Limitare l’uso dei contenitori di plastica monouso

Secondo l’organizzazione no-profit Plastic Oceans, ogni anno, finiscono in mare 10 milioni di tonnellate di plastica. Circa il 50% di questi rifiuti è costituito da prodotti usa e getta. Annualmente, l’inquinamento dei mari dovuto a plastiche e microplastiche causa la morte di 1 milione di animali marini.

Una parziale soluzione al problema consiste nel limitare l’uso e l’acquisto di oggetti e involucri di plastica monouso.
– Privilegia i materiali naturali e riutilizzabili.
– Evita l’acqua in bottiglia e riempi la tua borraccia preferita con l’acqua del rubinetto. È un’alternativa sicura ed economica. A proposito: hai già provato a preparare in casa qualche acqua aromatizzata?
– Cannucce, bicchieri, posate, sacchetti, spazzolini per i denti, pellicole alimentari, spugne per la cucina e perfino le cialde per la macchina del caffè sono disponibili anche in materiali organici e pienamente riciclabili, come cotone, bambù, carta cerata e luffa.
Per i tuoi picnic ecologici, scegli stoviglie lavabili e contenitori in vetro ed evita i cibi preconfezionati.
– Se possibile, acquista prodotti (alimentari e non) privi di imballaggi di plastica. L’ideale è acquistare i prodotti sfusi. La lista degli esercizi commerciali specializzati nella vendita a peso di prodotti utili per ogni esigenza è sempre più lunga. Quello da cui iniziare? Magari, il fruttivendolo sotto casa!

E, se proprio non riesci a fare a meno della plastica, opta per oggetti di qualità che puoi utilizzare più volte.

2. Scegliere pesce di stagione e fare attenzione alle specie in vendita

Come fiori, frutta e verdura, anche il pesce ha una precisa stagionalità legata ai ritmi riproduttivi di ogni specie.
Mangiare pesce di stagione garantisce a preservare l’equilibrio dell’ambiente marino e, grazie a minori costi di trasporti e distribuzione, fa risparmiare denaro!

Comprare prodotti alimentari stagionali e locali è una scelta decisamente economica e più ecologica. Per esempio, le acque del Mediterraneo ospitano tantissime specie ittiche e abbondano di pesce azzurro, che contiene Omega 3 e acidi grassi, utili per il buon funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio (proprio come le Noci Ventura amiche del cuore!).

Segui il calendario ittico, per scegliere il miglior pesce fresco di stagione e fai i tuoi acquisti con consapevolezza.
Per esempio, sai che, quando compri tranci di verdesca, smeriglio, spinarolo o palombo, stai portando in tavola carne di piccoli squali, la cui popolazione mondiale si è ridotta del 70%, portando sulla via dell’estinzione decine di specie? [Fonte: Mariasole Bianco].

3. Fare bene la raccolta differenziata dei rifiuti

Differenziare in modo corretto i rifiuti domestici permette di:
– velocizzare le operazioni di smaltimento degli scarti;
– riutilizzare le materie prime che li compongono, evitando di disperderle nell’ambiente. 
Basta davvero poco per contribuire alla virtuosa catena dello smaltimento e del riciclo.

Tutto inizia al momento dell’acquisto.
Per la cucina, per esempio, privilegia gli alimenti con pochi o zero imballaggi. Al momento in cui dovrai eliminare eventuali confezioni:
– lava i contenitori sporchi (es. barattoli);
– conferisci i rifiuti organici nell’umido. Sai che, con i rifiuti di questo tipo, puoi fare in casa una compostiera? Anche i gusci della Frutta Secca Ventura possono diventare utile compost organico per coltivare il tuo orto domestico!
Separa i vari materiali (carta, alluminio, plastica, vetro e indifferenziato), seguendo le disposizioni in vigore nel tuo Comune.

4. Limitare l’inquinamento idrico: fibre naturali, detersivi certificati e stop all’olio nel lavandino

Ciò che viene versato negli scarichi domestici finisce anche in mare!

Per esempio, i tessuti sintetici (acrilico, poliestere, ecc.) rilasciano incredibili quantità di microfibre di plastica.
Attraverso gli scarichi di casa, questi minuscoli rifiuti arrivano in mare, inquinano l’acqua e vengono ingeriti anche da quei pesci e molluschi che arrivano sulla tua tavola.
Allora, per contribuire a ridurre l’inquinamento idrico domestico, inizia dal tuo armadio.

Privilegia abiti in tessuti organici, come lana, cotone e lino, naturalmente biodegradabili.
Se usi spesso capi in materiale tecnico o sei un amante del pile, metti i tessuti sintetici in lavatrice all’interno di speciali sacchetti in grado di raccogliere le microplastiche.
Il primo dispositivo di questo tipo entrato in commercio è il tedesco Guppy Friend. Curiosità: questo simpatico nome significa “amico della poecilia reticulata“, un piccolo pesce tropicale d’acqua dolce. Durante il lavaggio, il sacchetto trattiene e accumula le microfibre che si staccano dagli indumenti. Alla fine del ciclo, possono essere smaltite tranquillamente tra i rifiuti indifferenziati. 

A proposito di lavaggi, che si tratti di abiti o stoviglie, oltre a privilegiare ecoricariche o prodotti sfusi, seleziona detersivi a base di tensioattivi vegetali biodegradabili, ingredienti naturali e dermo-compatibili certificati Ecolabel, il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che indica prodotti e servizi che garantiscono elevati standard prestazionali e sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.

In cucina, poi, non gettare mai nel lavandino l’olio di frittura usato. Bastano minime quantità di olio da cucina esausto, per causare danni gravissimi all’ambiente.
Pensa che un litro di olio di frittura usato può inquinare un intero lago [Fonte: Mariasole Bianco]. Conserva in una bottiglia l’olio impiegato in cucina e, alla prima occasione, conferiscilo negli appositi contenitori per la raccolta.

5. Esplorare il mare e l’ambiente con rispetto

Che si tratti del mare o della terraferma, visitare ed esplorare un luogo nel massimo rispetto della Natura è il modo migliore per entrare in connessione con l’ambiente e scoprirne bellezze e complessità

Usa maschera e boccaglio per ammirare i fondali marini, anche quelli bassi.
La regola d’oro è guardare e non toccare. Non asportare nulla dai fondali o dall’arenile, organico o meno, e non dare da mangiare agli animali marini.
Se sei in barca o in gommone, getta l’àncora con attenzione, sulla sabbia e mai sulle rocce.
Dedicati al plogging anche in spiaggia, approfitta dei benefici del Beach Walking e, all’aria aperta, ricaricati di vitamina D.
Occhio all’esposizione solare, ma anche ai prodotti che usi per proteggerti dai raggi ultravioletti. Verifica che, negli ingredienti che li compongono, non siano annoverati oxybenzone e benzophenone. Sono sostanze chimiche che causano danni ai coralli e ad altre forme di vita marina!

[Photo Credit Cristian Palmer on Unsplash].

Exit mobile version