Benessere
Cos’è la vitamina D? Tutto sul nutriente amico del sole!
BBMix Multivit
BBMix Multivit
Vedi prodotto
Benessere

Cos’è la vitamina D? Tutto sul nutriente amico del sole!

Perché la vitamina D è importante per la salute dell’organismo?

In seguito alla pandemia da coronavirus COVID-19 e in relazione a un corretto e salutare stile di vita, negli ultimi tempi, si sente parlare spesso di vitamina D. Perché?
Le vitamine sono componenti organici che rappresentano un nutriente essenziale degli organismi viventi. Ma l’organismo non è sempre in grado di produrle in autonomia.
Le vitamine sono necessarie per allontanare il rischio di malattie specifiche o per curare particolari problemi di salute.
Perciò, in caso di carenza, è possibile assumere le vitamine anche attraverso il cibo, grazie a un’alimentazione mirata e bilanciata. Oppure, grazie a specifici integratori alimentari.

Alcuni benefici della vitamina D

Oltre a contribuire al naturale rafforzamento delle difese immunitarie e a mantenere costante il livello di fosforo nel sangue, utile per la memoria, la vitamina D, per esempio, è indicata per la salute delle ossa. Infatti, la sua forma attiva (calcitriolo) contribuisce a regolare l’assorbimento intestinale del calcio introdotto con gli alimenti.
Inoltre, è consigliata tra le vitamine da assumere in gravidanza e durante l’allattamento, per favorire il corretto sviluppo dell’apparato scheletrico del feto e del neonato. 

La famiglia della vitamina D

Questa vitamina raggruppa una serie di pro-ormoni liposolubili. Tra questi, le forme di vitamine più importanti sono:
la vitamina D2, che viene assunta attraverso il cibo (ergocalciferolo);
la vitamina D3, che viene prodotta e sintetizzata dall’organismo (colecalciferolo) attraverso un processo chimico che viene innescato da un’attività semplice e naturale, l’esposizione della pelle scoperta al sole.

La principale “fonte” di questa vitamina

Le radiazioni solari, quindi, sono la principale “fonte” di vitamina D per l’organismo umano.
Stare all’aria aperta, adottando le opportune precauzioni per non incorrere in problemi all’epidermide (tempi di esposizione e filtri solari adeguati al singolo fototipo), apporta grandi benefici, sia all’umore che al fisico.
Di questi tempi, però, stare all’aperto è un po’ più complicato del solito. Il distanziamento fisico imposto dalla pandemia non permette di godere come un tempo degli spazi comuni all’aperto. Perfino gli allenamenti si sono spostati in casa.
Ecco perché, in questi giorni, si parla così tanto di vitamina D.
A meno che tu non abbia la possibilità di esporti al sole dal terrazzo di casa o nel tuo giardino, in questo periodo il tuo organismo potrebbe ravvisare una carenza di vitamina D.

Sintomi legati alla carenza di vitamina D

I sintomi legati alla mancanza di vitamina D si manifestano al livello dell’apparato scheletrico. Se l’organismo non produce o non assume le giuste quantità di vitamina D, il processo chimico che contribuisce alla calcificazione delle ossa avviene con molta più difficoltà.
Nei bambini, possono verificarsi episodi di rachitismo e malformazione ossea. Nelle persone più anziane, il deficit di vitamina D aumenta il rischio di osteoporosi. Anche la salute dei denti è strettamente legata alla presenza di vitamina D nell’organismo. L’insorgenza di carie può essere legata alla mancanza di questo nutriente.
Benché si tratti di problemi abbastanza rari, come documentato dalla Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), anche l’eccesso di vitamina D può causare dei problemi all’organismo. In particolare, può portare alla calcificazione di alcuni organi e all’insorgenza di malesseri, come spasmi muscolari e problemi gastrointestinali.

Qual è il fabbisogno vitaminico giornaliero di vitamina D?

Il fabbisogno giornaliero della preziosa vitamina varia in funzione dell’età.
Per non avere dubbi, esporre con regolarità la pelle scoperta alla luce solare è la prima azione da fare, per consentire all’organismo di produrre in autonomia la giusta quantità di vitamina D3.
La dose corretta da assumere per integrare un organismo carente di questa vitamina è indicata nelle Linee Guida pubblicate dalla SIOMMMS: “In presenza di deficit severo, vanno somministrate dosi cumulative di vitamina D variabili tra 300000 e 1000000 di UI, nell’arco di 1-4 settimane”.
Eventuali integrazioni di vitamina D devono essere valutate dal medico curante, nell’ambito del monitoraggio del quadro di salute generale del singolo individuo.

Esporsi al sole, ma in piena sicurezza

È importante ricordare che l’organismo produce vitamina D grazie alle radiazioni UVB e non alle UVA, che, invece, sono responsabili dello stress ossidativo che contribuisce all’invecchiamento e al danneggiamento della pelle, aumentando il rischio di melanomi.
Gli UVB raggiungono meglio la superficie terrestre in primavera, estate e autunno: è questo il periodo perfetto per esporsi al sole. Ma quando e quanto farlo, per ottenere i benefici utili all’organismo?
I tempi di esposizione senza protezione di volto, braccia e gambe consigliati dai medici corrispondono a 15/20 minuti al giorno, 2 volte a settimana, tra le 10 e le 15.
In questo modo, la dose prodotta di vitamina D varia da 1000 a 10000 IU/giorno, in relazione a una serie di variabili che modificano l’assorbimento degli UBV: latitudine, altitudine, condizioni metereologiche, inquinamento atmosferico, fototipo cutaneo, superficie del corpo esposta, età e indice di massa corporea.
I filtri solari vanno applicati solo dopo il tempo raccomandato per l’assorbimento degli UBV senza protezione. Per esempio, un solare con filtro di protezione (SPF) 8 riduce l’assorbimento di vitamina D del 95% . Un filtro con SPF15, 98% [Fonte: Multimedica.it].

Come preparare la pelle all’esposizione solare

Per preparare la pelle all’esposizione solare e preoccuparti fin d’ora di come prolungare l’abbronzatura, dedicati a una buona detersione ed esfoliazione dell’epidermide.
E non dimenticare di nutrire la pelle da dentro. Idrata regolarmente l’organismo, magari con acque aromatizzate fatte in casa, e consuma alimenti antiossidanti, ricchi di sali minerali, come verdura e frutta fresca di stagione, ma anche mix di frutta secca.

Quando il sole non c’è, quali sono gli alimenti ricchi di vitamina D per integrare una dieta equilibrata?

Nei mesi invernali, più bui e freddi, o quando, come in questo momento storico, stare all’aperto comporta qualche complicazione di troppo, di concerto con il proprio medico o nutrizionista, è possibile arricchire la dieta con un integratore di vitamina D.
Infatti, non esistono molti cibi ricchi di vitamina D. La scelta è limitata a uova, latte e derivati (come yogurt e alcuni tipi di formaggi), pesci (come il salmone), fegato di bovino e il famigerato olio di fegato di merluzzo. Ma, per rincuorarti, sappi che studi recenti accennano a includere nella lista anche cacao e cioccolato fondente.
Nel caso in cui il regime alimentare adottato non contempli il consumo di alimenti di origine animale, è possibile ricorrere a cibi correttamente additivati, come le bevande vegetali con aggiunta di vitamina D.

Articoli che potrebbero interessarti

Ricevi uno sconto extra del 10%*

Una password verrà inviata al tuo indirizzo e-mail.