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Foraging: alla scoperta delle erbe spontanee commestibili
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Foraging: alla scoperta delle erbe spontanee commestibili

Fare foraging, per (ri)scoprire il valore delle piante selvatiche commestibili

Fra le tante attività del passato che, per moda o necessità, sono tornate in voga negli ultimi tempi, c’è anche il foraging, cioè andare per boschi e campi alla ricerca di ingredienti vegetali ed erbe commestibili spontanee.
La stura al rinnovato interesse per questa pratica antica l’ha data la gastronomia nordica. Chef stellati e ristoranti famosi come il Noma di Copenaghen hanno riportato in auge l‘uso in cucina di bacche, licheni ed erbe selvatiche, tipici della dieta norrena. Ma, per tradizione, anche la cucina italiana è ricca di ricette a base di erbe spontanee, come ortica, tarassaco, finocchietto, asparagi e cicoria selvatici, borragine e portulaca. E, ovviamente, contempla anche le muffe, come i funghi.
Perché non approfittare della bella stagione e, durante le escursioni all’aria aperta, dedicarsi tranquillamente al foraging?
Per i bambini, potrebbe essere un’esperienza didattica molto stimolante e divertente, all’insegna dei cicli stagionali della Natura.

Imparare l’arte del foraging

Saper riconoscere le piante selvatiche commestibili non è una qualità innata. Il foraging può essere considerato una versione in scala ridotta della silvicoltura agronomica. Si basa su individuazione, raccolta e consumo di prodotti secondari del bosco o del campo, come frutti, fiori, bacche, erbe, resine, cortecce.
Saper riconoscere ciò che è commestibile da ciò che non lo è e che, addirittura, potrebbe risultare tossico per l’organismo è il primo e fondamentale passo per dedicarsi all’arte del foraging.
Per entrare senza troppe incertezze in questo delicato mondo silvano, sarebbe molto utile procedere alla raccolta insieme a una persona già esperta (forager), oppure seguire un corso di botanica finalizzato al foraging. In alternativa, in commercio, esistono diversi libri che trattano il tema del foraging. Uno dei più famosi è Imparare l’arte del foraging (Giunti, 2019) della chef e guida escursionistica ambientale Valeria Margherita Mosca.

Come fare (bene) foraging con i bambini

Come l’orto didattico da fare in casa, raccogliere erbe spontanee commestibili con i bambini è un’attività capace di sviluppare l’attenzione nei confronti dell’ecosostenibilità. All’aperto, è facile coniugarla con il senso della scoperta e dell’avventura!
Spiegare ai bambini che alcune piante crescono in determinati luoghi e solo in certi periodi dell’anno è un passo fondamentale per introdurli al tema della biodiversità. Illustrare ai più piccoli che le piante selvatiche commestibili sono un’alternativa nutrizionalmente valida ed equivalente alle erbe commestibili coltivate in un orto domestico può aiutare a sensibilizzare i bambini sui temi della sussistenza e dello spreco alimentare. Essere introdotti a colori, odori e forme delle erbe campestri consente ai bimbi di fare nuove esperienze sensoriali e ampliare le proprie conoscenze.
Camminare per campi e boschi salubri, inoltre, migliora la coordinazione dei bambini, rafforza fisicamente i più piccoli e gli permette di inspirare proprietà naturali delle piante che hanno effetti benefici sull’apparato respiratorio, come insegna il Forest Bathing.

Fare foraging nel rispetto della Natura

Benché il foraging contempli la raccolta e il consumo di piante spontanee commestibili, non è necessario raccogliere indiscriminatamente qualsiasi erba o fiore si incontri sul cammino.
Selezionare con cura le erbe di campo commestibili deve essere un’attività ponderata e rispettosa della Natura.
Deve essere praticata solo in luoghi in cui non sia espressamente richiesto di non turbare l’equilibrio naturale del posto e non bisogna mai raccogliere più erbe di quante ne siano necessarie per un particolare scopo.
Anche la semplice osservazione di una pianta, di un fiore o di un albero può dare grandi soddisfazioni!

Come usare le piante selvatiche commestibili in cucina

Dopo averle raccolte e lavate, puoi usare le erbe spontanee in cucina.
Per esempio, essiccate e conservate in barattolo, piante e fiori selvatici come ortica, camomilla, malva e menta possono diventare tisane fatte in casa con effetti diuretici, antinfiammatori o rilassanti.
Fresche e usate a crudo, erbe spontanee come crescione, cicoria e rucola selvatica sono l’ingrediente ideale per preparare insalate, salse con cui condire la pasta e frittate. Tritate e unite a formaggi freschi come la ricotta, possono diventare il ripieno di vari formati di pasta fresca e di torte salate.

Tutti al lavoro: fare un erbario delle erbe di campo e delle piante commestibili

Utile sia ai grandi che ai piccini, l’erbario delle piante commestibili raccolte durante le escursioni è uno strumento utile e divertente che aiuta a ricordare senza troppi problemi nome e caratteristiche di ogni erba, pianta o fiore.
È uno strumento semplice per entrare nel mondo della botanica. Come insegnano gli antichi erbarii medievali, a livello scientifico, può avere anche una rilevante importanza storica.
Un erbario consiste in una raccolta di piante disseccate, compresse e fermate su fogli di carta. Per fare un erbario in casa, bastano pochi oggetti, che possono essere anche di riciclo. Oltre ai campioni di foglie, erbe e fiori, sono necessari fogli di carta, giornali vecchi, carta da pacchi, matite colorate, pennarelli, forbici, colla e scotch.
A titolo di esempio, ecco un video (in inglese) del New York Botanical Garden che spiega in pochi e semplici passaggi come fare un erbario domestico.

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