Mandorle

immagine frutto
Fra i tipi di frutta secca più diffusi al mondo, le mandorle sono un'incredibile riserva di principi nutritivi, una scorta di benefici ed energia per chi conduce uno stile di vita attivo.

Fra i vari tipi di frutta secca sgusciata, le mandorle occupano un posto d'onore. Originarie dell'Asia centrale e ormai diffuse da tempo in tutta Italia, le mandorle fanno parte della tradizione culinaria del nostro Paese da diversi secoli, mentre le più grandi coltivazioni di mandorli sono diffuse addirittura oltreoceano, in California. Croccanti e inconfondibili, le mandorle dolci sono una vera miniera di benefici. Che siano pelate (cioè, prive della loro inconfondibile cuticola bruna) o no, le migliori mandorle, come quelle accuratamente... selezionate e adeguatamente conservate da Ventura per mantenere inalterate le loro caratteristiche organolettiche, costituiscono una fonte inesauribile e sempre a portata di mano di elementi nutritivi. Le mandorle sono eccellenti integratori alimentari naturali. Infatti, contengono ottime quantità di grassi saturi (gli indispensabili Omega 3), proteine e fibre vegetali, sali minerali (ditene uno... le mandorle ce l'hanno!) e vitamine, in particolare vitamina E e B2 (riboflavina). Sgranocchiate da sole o accompagnate da altra frutta secca e disidratata, le mandorle possono arricchire qualsiasi piatto dolce e salato, oltre che ritemprare con effetto immediato tutti gli sportivi, alla fine delle loro sessioni di allenamento.

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VALORI NUTRIZIONALI

medi per 100g di prodotto

in 100g di prodottoAGR*
Energia2461kJ / 595kcal 30%
Grassi50g 71%
di cui grassi saturi3,8g 19%
di cui monoinsaturi31g
di cui acidi grassi polinsaturi12g
Carboidrati9,1g 3,5%
di cui zuccheri4,4g 5%
Fibre13g
Proteine21g 42%
Sale0,0g 0%
Vitamina E26mg 214%
Tiamina (B1)0,2mg 19%
Riboflavina (B2)1,1mg 81%
Niacina3,6mg 23%
Acido folico (B9)44mcg 22%
Potassio733mg 37%
Calcio269mg 34%
Fosforo481mg 69%
Magnesio270mg 72%
Ferro3,7mg 27%
Zinco3,1mg 31%
Rame1,0mg 100%
Manganese1,8mg 90%
* La % si riferisce agli apporti necessari per un adulto medio (8400 kJ/ 2000 kcal)
Il frutto
La Storia
La coltivazione
Le curiosità

Originariamente il frutto del mandorlo selvatico presentava una elevata tossicità: nel corso dei secoli la pianta è stata selezionata e addomesticata per trasformarla in un frutto del tutto commestibile.
Dopo la raccolta i frutti vengono fatti asciugare all'aria e successivamente è praticata la smallatura, ovvero la separazione dei malli per ottenere il seme, che è la mandorla vera e propria.
I frutti vengono utilizzati per la maggior parte dall'industria dolciaria, in particolare per la produzione di confetti, granite, latte di mandorla e torroni, e in piccola parte consumati come frutta secca.
Una delle specie più note e pregiate del nostro paese è la mandorla di Avola, che prende il nome dalla città in provincia di Siracusa sede del consorzio di protezione.
In questa denominazione si includono tre qualità diverse di mandorlo: la Pizzuta, la mandorla più pregiata, scelta per la confetteria e per la cucina, la Fascioncello, varietà tipica del siracusano dalla delicata fragranza, e la Romana dal delicato sentore di vaniglia.

Il mandorlo è una delle numerose specie selvatiche presenti sin dall'antichità nelle zone montagnose dell'Asia Centrale.
La sua coltivazione inizia già nella prima parte dell'Età del bronzo (3000-2000 a.C.). Alcuni suoi frutti sono stati anche trovati nella tomba di Tutankhamon in Egitto, risalenti all'incirca al 1325 a.C. A Roma il mandorlo era conosciuto come noce greca. Furono proprio i Romani a diffonderlo in Italia fino ai piedi delle Alpi, mentre si deve agli Arabi, grandi estimatori, la sua diffusione nell'area mediterranea.
Il mandorlo raggiunse il Nord America nel XVI secolo, mentre in Cile se ne inizia la coltivazione nel XVII secolo.
Oggi il maggior produttore mondiale di mandorle è la California, seguita da Spagna, Italia, Grecia e Turchia. In Italia la cultura del mandorlo è diffusa soprattutto in Puglia e in Sicilia.

Il mandorlo è una pianta rustica e longeva, si adatta facilmente a molti tipi di terreno e vive bene sia nei climi caldi che nei climi più freddi, anche se trova il suo habitat naturale in climi temperati e terreni leggeri e non troppo umidi.
È una pianta molto apprezzata per la bellissima fioritura, molto utilizzata nella progettazione di parchi e giardini.
Il mandorlo è uno dei primi alberi a fiorire, tra gennaio e marzo a seconda della zona, anticipando con i suoi fiori delicati la primavera.
Ad Agrigento, a metà febbraio sul finire del breve inverno siciliano, la candida fioritura dei mandorli annuncia nella Valle dei Templi il ritorno della primavera e viene festeggiata con una sagra che richiama nella città siciliana migliaia di turisti.
La raccolta delle mandorle si effettua tra la fine di agosto e la fine di settembre: i frutti vengono lasciati cadere e poi raccolti da terra, senza meccanizzazione. La raccolta meccanica, già attuata negli Stati Uniti, non è ancora entrata nell'uso corrente in Italia.

La storia della mandorla è davvero antichissima. Miti leggende e tradizioni si legano al suo fiorire precoce, ad annunciare la fine dell'inverno e l'inizio della tanto attesa primavera.
In Asia Minore i Frigi intorno al X sec. a. C. consideravano il mandorlo il sacro albero della vita, immagine di fertilità e di giovinezza. Già nella Bibbia si parla di mandorle in riferimento al sacerdote Aronne, fratello di Mosè, il cui bastone di legno di mandorlo cominciò improvvisamente a fiorire e a produrre frutti, segno dell'approvazione divina.
Anche la mitologia greca ha tramandato uno struggente mito legato alla mandorla, quello di Fillide, principessa tracia sposa di Acamante, eroe del conflitto troiano.
La principessa dopo dieci anni di guerra, non vedendo tornare l'amato insieme alle navi vittoriose, si lasciò morire per la disperazione.
La dea Atena, mossa a compassione, trasformò il corpo della ragazza in uno splendido mandorlo. Quando Acamante tornò a casa e apprese del tragico destino dell'amata abbracciò piangendo l'albero di mandorlo: le sue lacrime si trasformarono in una nube di candidi petali che adornarono i rami della pianta, meravigliosamente fioriti ma ancora privi di foglie. Questo prodigio continuò a verificarsi all'annuncio di ogni primavera.

Ricette

Il branzino in crosta di frutta secca Ventura

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Persone
x 6
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Difficoltà
Facile
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Tempo
60 MIN
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