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Castagne

immagine frutto
Simbolo inequivocabile dell'autunno, le castagne possono essere consumate anche durante il resto dell'anno, cotte al vapore e gustate come snack.

Con la loro forma caratteristica e le loro proprietà organolettiche, le castagne sono fra i simboli più caratteristici e riconoscibili dell'autunno. Per godere delle loro virtù e del loro sapore anche durante il resto dell'anno, è possibile consumarle cotte al vapore e conservate in speciali confezioni che ne preservano consistenza e gusto. Ventura seleziona con cura le migliori castagne proprio con questo scopo. Le castagne contengono sali minerali (come il Potassio, utile per favorire la contrazione muscolare), fibre alimentari vegetali... e proteine. La tradizione alimentare italiana ci insegna che la farina ricavata dalle castagne secche si presta a numerose preparazioni, come la pasta fresca e secca e numerosi prodotti da forno, dal pane ai dolci. Le castagne cotte al vapore, invece, possono essere consumate come originale snack, oppure possono diventare l'ingrediente speciale di una ricetta salata.

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VALORI NUTRIZIONALI

medi per 100g di prodotto

in 100g di prodottoAGR*
Energia776kJ / 184kcal 9%
Grassi0,9g 1%
di cui grassi saturi0,2g 1%
Carboidrati35g 14%
di cui zuccheri12g 13%
Fibre7,2g
Proteine5,1g 10%
Sale0,0g 0%
Potassio715mg 35,75%
* La % si riferisce agli apporti necessari per un adulto medio (8400 kJ/ 2000 kcal)
Il frutto
La Storia
La coltivazione
Le Curiosità

Le castagne sono frutti del bosco che si prestano a essere conservati in varie forme: essiccate, in farina, morbide. Per produrre le castagne morbide, per prima cosa, i frutti vengono essiccati con la buccia. In seguito, vengono sono sbucciati, selezionati e, infine, sottoposti a vaporizzazione per renderli morbidi. Le castagne cotte sono ottime gustate come snack o utilizzate in cucina in tante preparazioni dolci o salate, dal dolce Monte Bianco al ripieno per il tacchino nei giorni di festa.

Le origini del castagno sono ancora misteriose. Però, i reperti fossili ci dicono che il castagno è un albero antichissimo che pare derivare da un ceppo generatosi circa 10 milioni di anni fa in Asia, Europa e Americhe.
Le prime testimonianze scritte che citano la castagna risalgono all'Antica Grecia, dove veniva chiamata "noce piatta". Ippocrate ne esaltava le proprietà nutrizionali, in particolar modo quelle lassative e rigeneranti.

Le castagne erano conosciute anche nell'antica Roma. Plinio il Vecchio attribuisce l'origine della coltura di questi alberi all'Asia Minore. Con le grandi vittorie di Roma e la conquista di nuovi territori, il castagno si estese oltre il suolo italico e in poco tempo si diffuse in tutta l'Europa centro-meridionale. I castagneti da frutto divennero tipici in Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera e Inghilterra meridionale.

Oggi, il castagno è presente anche sulle coste atlantiche del Marocco, sulle rive del mar Caspio e nel sud dell'Inghilterra.

Il castagno europeo è una pianta dalla lunga vita che può raggiungere anche i 25 metri d'altezza. È un albero possente, con tronchi imponenti, una chioma espansa e molto ramificata e foglie caduche. Ama i climi temperati ma riesce a sopportare freddi invernali anche molto intensi.
Fiorisce in piena estate e produce un frutto, la castagna, interamente rivestito da una cupola spinosa, il riccio.

La raccolta delle castagne avviene in tempi diversi a seconda delle aree geografiche. In Italia, ad esempio, generalmente si inizia verso la fine di settembre. In passato, questa attività copriva un periodo di tempo di circa 10-15 giorni, dal mattino alla sera, e, nelle zone in cui era diffusa, era considerata uno fra gli avvenimenti più importanti della vita agricola.

Esistono diverse tecniche di raccolta. Gli uomini in passato si occupavano prevalentemente dell'abbachiatura. I castagni venivano percossi con pali di legno per far cadere a terra i frutti non ancora maturi. Questi venivano raccolti con pinze di legno e posti in un locale dove venivano battuti ancora per far uscire le castagne. Oggi, questa tecnica molto diffusa nel Medioevo, non è usata spesso, perché arreca danni alla pianta.

Donne e ragazzi si occupavano della raccolta delle castagne da terra. Le castagne cadevano naturalmente a terra per l'apertura o per la caduta spontanea dei ricci. Venivano raccolte usando un particolare tipo di rastrello e, poi venivano, depositate nell'apposito seccatoio.

Oggi, con l'uso delle macchine, il tempo di lavorazione delle castagne è stato notevolmente ridotto, ma in passato le comunità si ritrovavano per compiere a mano la battitura (o pestatura) delle castagne, un processo che richiedeva un'intera nottata. Le castagne venivano sgusciate, poi si eseguiva la cernita, cioè l'eliminazione delle castagne non idonee, infine, si passava alla separazione delle castagne per grossezza, destinandone la "prima scelta" alla vendita o al consumo diretto del coltivatore.

Esistono molte varietà di castagni e castagne che dipendono innanzitutto dall'altitudine e dai luoghi in cui si coltivano. Le varietà di castagni domestici sono diversi fra loro sia per la grossezza del frutto sia per la qualità della farina ottenuta, che può essere più o meno dolce e conservabile, a seconda della resistenza della pianta alle temperature.

UN FRUTTO IMPORTANTE QUANTO IL PANE
In Italia, per centinaia di anni, le castagne hanno rappresentato la principale fonte alimentare delle popolazioni degli Appennini, durante l'autunno e l'inverno, per la facilità con cui possono essere essiccate e conservate, sottoforma di frutto secco o di farina. La farina dolce, come veniva definita la farina di castagne, era la base di pani, dolci e polente.

Ricette

Tartelletta con cioccolato e castagne e pinoli Ventura

icona porzioni
Persone
x 4
icona porzioni
Difficoltà
minima
icona porzioni
Tempo
30 MIN
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