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Anacardi

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Anacardi sgusciati 80

Anacardi sgusciati 80g

Anacardi tostati e salati 125

Anacardi tostati e salati 125g

COSA SONO?
Quella del marchio Ventura, è una storia che inizia nelle più vocate terre da frutta, dove le condizioni ambientali e climatiche si uniscono alla più evoluta competenza agroalimentare e al rispetto della natura.
Da queste aree arrivano gli anacardi Ventura lavorati e confezionati con cura, per conservare al meglio sapori, aromi e proprietà nutrizionali.
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Il frutto
Con l'anacardio ci troviamo di fronte a un doppio frutto: fornisce infatti un frutto fresco, la mela d'anacardio, e uno secco, la mandorla o nocciola d'anacardio, che è in realtà il vero frutto.
La mela d'anacardio è quello che botanicamente si definisce un falso frutto perché nasce dall'ingrossamento del peduncolo fiorale e arriva a raggiungere le dimensioni di una mela.
Proprio come la mela ha una superficie liscia, sottile e fragile, con un colore che varia dal giallo al rosso vivo e con una massa polposa ma fibrosa. In Brasile è conosciuta come Caju', apprezzata nei frullati e con un piacevole e inconfondibile sapore dolce-amaro. La polpa è inoltre ricca di vitamine: A, B6, E e soprattutto C, in quantità quattro volte maggiori rispetto all'arancia.

Il frutto vero e proprio è la mandorla d'anacardio, che contiene naturalmente un olio molto irritante che deve essere eliminato con cura per eliminare contaminazioni. La procedura di lavorazione dei frutti è quindi assolutamente straordinaria e complessa, che richiede molta cura e lavoro umano.
Per prima cosa il seme viene staccato dal frutto, bollito e fritto in olio vegetale, scolato e spremuto per ricavarne il succo. Si passa poi ad estrarre la noce dal seme, a mano, con un martelletto.
Una volta estratte, le noci sono essiccate in forno a 250°C. Non è finita qui, perché dopo tre giorni si toglie la pellicola che le avvolge e si mettono di nuovo ad asciugare al sole. Solo a questo punto sono pronti per essere tostati.

La produzione è così complessa che solo il 10% dei frutti passa indenne attraverso le varie fasi della trasformazione al confezionamento. Ecco il motivo del prezzo elevato degli anacardi sul mercato europeo.
La storia
L'anacardio è un albero da frutta tropicale originario della conca dell'Amazzonia in Brasile. Cresce in quasi tutta l'America tropicale dal Messico fino al Perù.
Nel XVI secolo i Portoghesi importarono l'anacardio nelle altre colonie dell'Africa orientale e in India, dove si adattò perfettamente, tanto che oggi l'India è tra i maggiori produttori mondiali di anacardi, dove l'albero è conosciuto anche come "mango dei portoghesi".
La coltivazione
L'anacardio è un albero tropicale, tollera temperature anche molto alte, comprese fra i 5° e i 45° C, la pianta può raggiungere i 15 metri di altezza. Nelle zone tropicali vicino all'equatore la coltivazione dell'anacardio si spinge fino oltre ai 1000 metri di altitudine, mentre nelle aree subtropicali più distanti arriva ai 600 metri.

Nonostante l'anacardio sia un albero che trova il suo habitat naturale nei paesi tropicali, non necessita di molta acqua, dimostrando una forte resistenza alla siccità. Quello di cui ha maggiormente bisogno è però la luce, tanto che non fruttifica nelle parti di chioma ombreggiate. Grazie alla sua adattabilità l'anacardio viene usato in Brasile dai contadini per la riforestazione della regione Amazzonica.
Oggi l'anacardio si coltiva in tutte le regioni con un clima sufficientemente caldo ed umido. Nel mondo si sono 32 paesi produttori. Il primo produttore è il Vietnam, seguito da Nigeria, India e Brasile che insieme rappresentano più del 90% di tutte le esportazioni. L'India del sud da sola produce circa 4.000 tonnellate di anacardi all'anno.

Non esistono vere e proprie cultivar di anacardio, tanto che è possibile distinguere la coltivazione solo in base alla colorazione del pomo, gialla o rossa, e secondo la tipologia commerciale, americana e indicum. L'anacardio americano è caratterizzato da un pomo grosso e succoso, mentre l'anacardio indicum è dotato di un pomo piccolo, utilizzato esclusivamente per la sua noce.
Le curiosità
LA STORIA DEL NOME
Il nome italiano anacardio deriva dal greco kardia, cuore, e significa letteralmente "simile a un cuore" per la particolare forma del falso frutto da cui si estrae il seme dell'anacardio. Il termine originario in lingua Tupi, un'etnia indigena dell'Amazzonia, è acajù, da cui derivano i termini portoghese caju, spagnolo cajuil, francese cajou e inglese cashew.

IL SEME DA BERE
Il caju, originario della regione costiera nord-est del Brasile si diffuse nelle regione interne grazie agli indigeni che lo usavano come alimento ma anche come ingrediente per bevande e medicamenti. La pianta invece, molto frondosa e dai rami possenti con sviluppo orizzontale, veniva usata come riparo.

UN ALBERO, TANTISSIMI USI
Oltre all'utilizzo alimentare del seme e del frutto dell'anacardio, dal guscio si estrae un inchiostro indelebile, mentre il succo ha un potere antitermiti molto apprezzato. In Brasile durante la stagione della produzione dal frutto si estrae un succo acidulo e rinfrescante che viene bevuto dopo essere stato leggermente fermentato.
Dal frutto si ricavano anche alcool, aceto e un olio pregiato, e dalla pianta si ottengono una gomma e un liquido lattiginoso usati come basi per vernici.
Il succo, di colore nerastro, è invece resinoso ed estremamente caustico e viene usato in medicina.
Con l'anacardio si produce un olio (Cashew nut shell liquid, CNSL) che se raffinato può essere impiegato nell'industria chimica per la produzione di resine e rivestimenti.

UN FRUTTO MIRACOLOSO
Per diversi popoli il seme di anacardio avrebbe un forte potere antidiabetico. Nelle credenze tradizionali conterrebbe infatti delle sostanze in grado di favorire l'assorbimento degli zuccheri nei tessuti.

Una ricetta selezionata

Gustosi piatti per tutti i gusti

  • 4 persone
  • Tempo: 10 minuti
  • Difficoltà Minima
  • anacardi
Insalata di verdure & BBMix Ventura
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