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Mandorle sgusciate 150

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Mandorle sgusciate 28g

Mandorle pelate 150

Mandorle pelate 150g

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Granella di mandorle 80

Granella di mandorle 80g

Mandorle a lamelle 80

Mandorle a lamelle 80g

Mandorle tostate 125

Mandorle tostate 125g

COSA SONO?
Quella del marchio Ventura, è una storia che inizia nelle più vocate terre da frutta, dove le condizioni ambientali e climatiche si uniscono alla più evoluta competenza agroalimentare e al rispetto della natura.
Da queste aree arrivano le mandorle Ventura lavorate e confezionate con cura, per conservare al meglio sapori, aromi e proprietà nutrizionali.
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La storia
Il mandorlo è una delle numerose specie selvatiche presenti sin dall'antichità nelle zone montagnose dell'Asia Centrale.
La sua coltivazione inizia già nella prima parte dell'Età del bronzo (3000-2000 a.C.). Alcuni suoi frutti sono stati anche trovati nella tomba di Tutankhamon in Egitto, risalenti all'incirca al 1325 a.C. A Roma il mandorlo era conosciuto come noce greca. Furono proprio i Romani a diffonderlo in Italia fino ai piedi delle Alpi, mentre si deve agli Arabi, grandi estimatori, la sua diffusione nell'area mediterranea.
Il mandorlo raggiunse il Nord America nel XVI secolo, mentre in Cile se ne inizia la coltivazione nel XVII secolo.
Oggi il maggior produttore mondiale di mandorle è la California, seguita da Spagna, Italia, Grecia e Turchia. In Italia la cultura del mandorlo è diffusa soprattutto in Puglia e in Sicilia.
La coltivazione
Il mandorlo è una pianta rustica e longeva, si adatta facilmente a molti tipi di terreno e vive bene sia nei climi caldi che nei climi più freddi, anche se trova il suo habitat naturale in climi temperati e terreni leggeri e non troppo umidi.
È una pianta molto apprezzata per la bellissima fioritura, molto utilizzata nella progettazione di parchi e giardini.
Il mandorlo è uno dei primi alberi a fiorire, tra gennaio e marzo a seconda della zona, anticipando con i suoi fiori delicati la primavera.
Ad Agrigento, a metà febbraio sul finire del breve inverno siciliano, la candida fioritura dei mandorli annuncia nella Valle dei Templi il ritorno della primavera e viene festeggiata con una sagra che richiama nella città siciliana migliaia di turisti.
La raccolta delle mandorle si effettua tra la fine di agosto e la fine di settembre: i frutti vengono lasciati cadere e poi raccolti da terra, senza meccanizzazione. La raccolta meccanica, già attuata negli Stati Uniti, non è ancora entrata nell'uso corrente in Italia.
Il frutto
Originariamente il frutto del mandorlo selvatico presentava una elevata tossicità: nel corso dei secoli la pianta è stata selezionata e addomesticata per trasformarla in un frutto del tutto commestibile.
Dopo la raccolta i frutti vengono fatti asciugare all'aria e successivamente è praticata la smallatura, ovvero la separazione dei malli per ottenere il seme, che è la mandorla vera e propria.
I frutti vengono utilizzati per la maggior parte dall'industria dolciaria, in particolare per la produzione di confetti, granite, latte di mandorla e torroni, e in piccola parte consumati come frutta secca.
Una delle specie più note e pregiate del nostro paese è la mandorla di Avola, che prende il nome dalla città in provincia di Siracusa sede del consorzio di protezione.
In questa denominazione si includono tre qualità diverse di mandorlo: la Pizzuta, la mandorla più pregiata, scelta per la confetteria e per la cucina, la Fascioncello, varietà tipica del siracusano dalla delicata fragranza, e la Romana dal delicato sentore di vaniglia.
Le curiosità
La storia della mandorla è davvero antichissima. Miti leggende e tradizioni si legano al suo fiorire precoce, ad annunciare la fine dell'inverno e l'inizio della tanto attesa primavera.
In Asia Minore i Frigi intorno al X sec. a. C. consideravano il mandorlo il sacro albero della vita, immagine di fertilità e di giovinezza.
Già nella Bibbia si parla di mandorle in riferimento al sacerdote Aronne, fratello di Mosè, il cui bastone di legno di mandorlo cominciò improvvisamente a fiorire e a produrre frutti, segno dell'approvazione divina.
Anche la mitologia greca ha tramandato uno struggente mito legato alla mandorla, quello di Fillide, principessa tracia sposa di Acamante, eroe del conflitto troiano.
La principessa dopo dieci anni di guerra, non vedendo tornare l'amato insieme alle navi vittoriose, si lasciò morire per la disperazione.
La dea Atena, mossa a compassione, trasformò il corpo della ragazza in uno splendido mandorlo. Quando Acamante tornò a casa e apprese del tragico destino dell'amata abbracciò piangendo l'albero di mandorlo: le sue lacrime si trasformarono in una nube di candidi petali che adornarono i rami della pianta, meravigliosamente fioriti ma ancora privi di foglie. Questo prodigio continuò a verificarsi all'annuncio di ogni primavera.

Una ricetta selezionata

Gustosi piatti per tutti i gusti

  • 4 persone
  • Tempo: 30 minuti
  • Difficoltà Minima
  • mandorle
Biscotti alle mandorle con salsa allo zenzero e amarene
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