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Pistacchi

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XXL pistacchi tostati non salati 200

XXL pistacchi tostati non salati 200g

Pistacchi tostati e salati 300

Pistacchi tostati e salati 300g

Pistacchi tostati e salati 150

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Pistacchi sgusciati 80

Pistacchi sgusciati 80g

Pistacchi tostati e salati 125

Pistacchi tostati e salati 125g

COSA SONO?
Quella del marchio Ventura, è una storia che inizia nelle più vocate terre da frutta, dove le condizioni ambientali e climatiche si uniscono alla più evoluta competenza agroalimentare e al rispetto della natura.
Da queste aree arrivano i pistacchi Ventura lavorati e confezionati con cura, per conservare al meglio sapori, aromi e proprietà nutrizionali.
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Il frutto
La raccolta dei pistacchi avviene tra fine agosto e ottobre, ogni due anni: in Italia, in particolare, sono gli anni dispari quelli in cui avviene il raccolto, mentre negli anni pari si procede alla cosiddetta potatura verde in cui le gemme in fase di crescita vengono tolte a mano.
La raccolta può essere effettuata manualmente facendo cadere su teloni distesi a terra i frutti che, una volta privati del mallo, sono fatti asciugare al sole. Spesso però si procede con la raccolta meccanica, mentre l'essiccazione del seme si ottiene tramite aria calda.
I pistacchi sono uno del frutti più amati dall'industria alimentare, specialmente da quella dolciaria. Sono ingredienti raffinati per torte, biscotti e creme spalmabili. È uno dei gusti di gelato più apprezzato dagli italiani. I pistacchi vengono anche consumati direttamente, sia semplicemente tostati che salati, e costituiscono uno snack sano da aggiungere a yogurt, macedonie e insalate, per impanare la carne o per arricchire un ripieno.
La storia
Il pistacchio ha una storia antichissima, ma la sua origine è avvolta nel mistero. Non è ancora stato chiarito se la specie di pistacchio più nota, la pistacia vera, sia originaria della Siria o di un'area ancora più vasta, comprendente l'Asia Minore, la Palestina e il Turkmenistan.
Ne sono stati trovati residui fossili preistorici nell'isola di Madeira, mentre altri ritrovamenti archeologici mostrano come il pistacchio fosse consumato in Turchia sin dal 7000 a.c..
Il pistacchio era anche noto ai Babilonesi, agli Assiri, ai Giordani e ai Greci, tanto celebre da essere citato nel libro della Genesi (Gn. XLIII, 11) fra i doni che Giacobbe fece al re assiro Assurbanipal.
In ogni caso, già ai tempi dell'antica Grecia la sua coltura era sviluppata nelle zone più occidentali dell'Asia minore. Più tardi i Romani importarono il pistacchio in Italia e solo in seguito nella penisola Iberica.
Più recentemente il pistacchio si è diffuso in Cina, Russia caucasica e, da circa un secolo, anche negli Stati Uniti.
Attualmente il maggior produttore di pistacchio è l'Iran, che copre il 54 % dell'intera produzione mondiale, seguito dagli Stati Uniti, la Turchia, la Cina, la Siria, la Grecia, l'Afganistan, il Pakistan e l'India.
In Italia, il pistacchio si coltiva quasi esclusivamente in Sicilia, dove viene prodotto il famoso pistacchio di Bronte.
La coltivazione
Tenacia, longevità e lentezza rappresentano i tratti distintivi del pistacchio. Il pistacchio è infatti una pianta longeva, che può vivere fino a 200 o 300 anni. Ha uno sviluppo molto lento e riesce a produrre solo dopo quasi dieci anni dal suo innesto.
La pianta del pistacchio è resinosa, ha una chioma folta e ampia con grappoli pendenti di frutti rossi.
Non supera i 5 metri di altezza e ha un tronco breve con rami corti ma radici profonde.
Poche sono le varietà di pistacchio coltivate in Italia. Si possono citare la Bianca o Napoletana (la più diffusa), la Cerasola o Femminella, la Cappuccia, l'Insolia, l'Agostina e la Natalora.
Le curiosità
PISTACCHIO, IL SEME CHE RIDE
Una curiosa etimologia farebbe derivare la parola pistacchio dal persiano pesteh attraverso l'arabo fustuaq. Il nome è onomatopeico, richiama il suono prodotto dal guscio che maturando si apre all'improvviso emettendo un pis-tak. In Iran il pistacchio è conosciuto anche come "il seme che sorride" mentre in Cina come "seme felice" o "mandorla verde".

UN FRUTTO REALE
Secondo la leggenda il pistacchio era coltivato nei giardini pensili di Babilonia, fatti costruire intorno al 700 a.c. dal re Nabucodonosor per la moglie Amytis. Alla corte della regina di Saba, invece, era un frutto ricercato, riservato esclusivamente alla famiglia reale.

NEL RICETTARIO DI APICIO
A Roma fu il governatore della Siria Vitellio, nel I secolo dopo Cristo, a introdurre l'uso del pistacchio. Il più famoso ricettario di epoca romana, il De re coquinaria di Marco Gavio Apicio, lo elenca tra i suoi ingredienti. Pompeo Crasso ne avviò invece la coltivazione nella penisola Iberica.

L'ORO DI BRONTE
La coltivazione del pistacchio in Sicilia si deve invece agli arabi che, attorno al X sec., ad incrementarono la produzione alle pendici dell'Etna, a Bronte, favoriti dall'habitat naturale del terreno concimato da ceneri vulcaniche.
Il Pistacchio Verde di Bronte ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta. È riconoscibile per il suo colore verde intenso, la forma allungata e il sapore aromatico forte.

Una ricetta selezionata

Gustosi piatti per tutti i gusti

  • 4 persone
  • Tempo: 30 minuti
  • Difficoltà Minima
  • pistacchi
Cannolo di ricotta salato, pesto ai pistacchi
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