More di Gelso

immagine frutto
Le more di gelso bianco disidratate sono un integratore alimentare naturale ricco di incredibili proprietà nutrizionali.

Insieme a frutti rossi come il ribes e il lampone, le more di gelso sono un alimento che, con poche calorie, apporta innumerevoli benefici all'organismo. I frutti del gelso sono un vero e proprio integratore alimentare naturale. Le migliori more di gelso bianco, come quelle che Ventura seleziona e confeziona con cura per conservarne inalterate le fantastiche proprietà nutritive, sono ricche di zuccheri, fibre e proteine vegetali, contengono ottime percentuali di sali minerali (in particolare, ferro, potassio, manganese e magnesio),... polifenoli, flavonoidi e antiossidanti. Questo mix di proprietà rende le more di gelso bianche un ottimo alleato nella mitigazione degli effetti del normale invecchiamento fisiologico e cellulare e nella prevenzione di malattie del sistema nervoso, di natura infiammatoria e perfino nella cura del diabete e di alcuni tumori. Come si consumano le more di gelso bianco? Mixale con altra frutta secca e disidratata, per rendere speciale uno yogurt normale. Oppure, consumale come snack al posto delle caramelle tradizionali!

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VALORI NUTRIZIONALI

medi per 100g di prodotto

in 100g di prodottoAGR*
Energia1435kJ / 339kcal 17%
Grassi1,5g 3%
di cui grassi saturi0,0g 0%
Carboidrati75g 29%
di cui zuccheri38g 42%
Fibre14g
Proteine4,2g 9%
Sale0,17g
* La % si riferisce agli apporti necessari per un adulto medio (8400 kJ/ 2000 kcal)
La storia
La coltivazione
Il frutto
Le curiosità

Il gelso bianco (Morus alba) è nativo delle aree centrali ed orientali della Cina, dove veniva impiegato per la bachicoltura. La larva del baco da seta è infatti ghiotta delle foglie del gelso.

Successivamente, in età coloniale, il gelso bianco è stato importato anche in Europa dove è stato coltivato fino alla metà del ‘900 poi, con l’avvento e l’affermazione delle fibre sintetiche, l’allevamento del baco da seta è andato scomparendo e con esso anche la coltivazione del gelso bianco.

La coltivazione del gelso (Morus celsa), così comune un tempo, oggi è quasi del tutto dimenticata. E i suoi frutti, le more di gelso, vengono lasciati sui rami a maturare fino a cadere e a marcire.

E’ una pianta rustica, che si adatta di buon grado a qualsiasi tipo di terreno. E’ estremamente longeva e resistente, sia alle malattie, che alle temperature rigide dell’inverno. Le radici sono robuste ed elastiche, molto espanse: in passato, proprio per l’ampiezza e la forza del suo apparato radicale, questi alberi venivano piantati in gran numero per contrastare i fenomeni franosi dei terreni.

Il gelso è una pianta imponente, della famiglia delle Moracee. Può raggiungere i 15 metri d’altezza, ed è dotato di una chioma ampia e fogliosa, che con l’età assume una naturale forma globosa. Per la sua imponenza spesso segna il confine tra un campo e l’altro.

Vi sono numerosi tipi di gelso, ma la coltivazione di questa pianta si è concentrata soprattutto su due tipi: il gelso nero (Morus Nigra L.) e il gelso bianco (Morus Alba L.) che possiamo distinguere in base al colore dei loro frutti.

Entrambi sono piante originarie del continente Asiatico, importante successivamente in Europa da Marco Polo durante la sua nota spedizione commerciale in Cina.

I frutti, chiamati impropriamente more di gelso, sono simili alle comuni more di rovo, ma con forma oblunga. La maturazione delle more di gelso avviene, a seconda delle varietà, da fine maggio, a tutto luglio in modo scalare.

Ogni parte dell’albero del gelso può essere utilizzata a scopo fitoterapico: frutti, foglie, corteccia e radici contengono numerosi principi attivi che la rendono utilissima a scopo terapeutico contro parecchi disturbi.

In passato il succo ricavato dalle more di gelso, veniva adoperato in forma di colluttorio per fare dei gargarismi. Sembra infatti che il succo di questi frutti sia particolarmente efficace in caso di infiammazioni della bocca e della gola e per prevenire la carie dentale.

Ovidio narra che due giovani amanti babilonesi, Piramo e Tisbe, si amavano molto ma le famiglie erano contrarie al loro amore. Nel tentativo di incontrarsi di nascosto sotto un albero di gelso bianco, morirono entrambi macchiando le bacche bianche del loro sangue facendo nascere così il gelso nero.

Ricette

Ravioli di pistacchi alla carbonara

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Persone
x 4
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Difficoltà
Difficile
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Tempo
60 MIN
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